Condove e Susa

A Condove abbiamo sistemato il carro-palco proprio davanti alla caserma dei carabinieri, lungo la linea di confine di zona militare, non segnalata con striscie, ma prontamente difesa dai nostri nuovi vicini di casa dai modi piuttosto sbrigativi. Una piazzetta alberata, comunque, che ci ha assicurato ombra a sufficienza. Di fianco a noi una bella chiesa romanica, dove abbiamo riparato i fusti di birra del Baladin dalla calura di questi giorni e un piccolo prato intorno dove si è sistemata la nostra dependence di tende sempre più numerose. Siamo rimasti un po’ sorpresi quando, durante un pomeriggio in cui stavamo provando lo spettacolo nuovo, si è presentato un ragazzo proponendoci di viaggiare con noi come aiutante tuttofare. Gli abbiamo chiesto cosa gli sarebbe piaciuto fare in carovana, ma lui ha detto semplicemente che era entusiasta di questa storia e che avrebbe viaggiato volentieri con noi dandoci una mano per qualsiasi cosa. E così la compagnia, che con l’arrivo di Zekiyè, gli amici Manu, Manon, di Flavio e Alberto, è arrivata a dieci persone, ora per qualche giorno ne conta un’undicesima, Stefano, che si è subito messo di buona lena a ingrassare finimenti, lavare piatti e attaccare locandine.
Condove era praticamente deserto durante la giornata, poi, improvvisamente per la due serate, sono spuntate da chissà dove un centinaio di persone tutte insieme, che poi tutte insieme se ne sono andate subito a fine spettacolo, contenti, ma contenuti.
Nei due giorni successivi agli spettacoli ci siamo spostati in un bel prato lungo il fiume (con belle vasche jacuzzi naturali con tanto di aromi floreali), dove Silvano e Patrizia, due nuovi amici di Avigliana che, come promesso un paio di giorni prima, hanno preparato per noi una paella buonissima per venti persone. Poi martedì sera siamo andati a suonare a Susa senza carrozze. È stato strano fare un concerto su un palco grosso invece che nella nostra “scatoletta” di due metri per tre, dove siamo ormai arrivati a quattordici stumenti in scena (più due spie, quattro aste, quattro sedie e due leggii) con un bel gioco di incastri che ci costringe a movimenti attentissimi. Siamo così abituati a suonare vicinissimi che ci sentivamo un po’ persi… Prima e dopo il concerto ci siamo goduti qualche ora di vita più “cittadina” tra negozi, dehors, strade lastricate, per poi tornare al nostro campo di notte nel temporale con il camper di Ines e Dario della Chambra, stipato di strumenti.
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Una risposta a “Condove e Susa

  1. ciao,, anch’io sono entusiasta fella vostra carovcana, quando mi portate con voi?

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