Il protagonista del monologo di Petruzzelli incontra i Balacaval!

È stato poco più di un anno fa il primo incontro della Carovana con l’attore e autore teatrale Pino Petruzzelli, in quella magica e piovosa due giorni che fu Zig_zania, il festival che organizzammo su arte e nomadismo. Petruzzelli è solito scrivere di viaggio e di minoranze e noi avevamo deciso di estrapolare qualche brano dal suo libro “Non chiamarmi zingaro” da leggere prima del concerto di swingmanouche. Poi, pochi giorni dopo, per una di quelle felici congiunture, il nostro amico Fabio Gea ci mise in contatto con l’autore sapendo che si trovava in zona. Fu così che avemmo Pino come ospite dell’ultimo minuto sul nostro carro palco.
In inverno Petruzzelli durante la stesura della sua nuova pièce, “Sabbatico” ci ha telefonato annunciandoci che gli sarebbe piaciuto far incontrare il protagonista del suo monologo con i Balacaval. Ne è seguito un altro incontro. A maggio, mentre la Carovana era in viaggio tra le risaie, Pino ci ha chiamati per dirci che il lavoro era pronto, e noi lo abbiamo invitato a tornare sul nostro palco per farcelo vedere!

E così ci sono anche i Balacaval nelle avventure del protagonista di Sabbatico, che presenteremo in anteprima domani sabato 14 settembre a Cascina Marquet di Boves. Il monologo sarà poi in prima il prossimo dicembre al Teatro Stabile di Torino, ma volete mettere col vederlo da vicino tra le nostre carrozze? La storia prende il via dal mondo del lavoro che non c’è e che obbliga a prendersi forzatamente un periodo, appunto, sabbatico. Un cassiere cinquantenne in cassa integrazione decide di effettuare una piccola gita di qualche giorno, portando in spalla zaino, dubbi e la speranza di ritrovare se stesso e distogliere la mente dalle preoccupazioni. Ma viaggio sarà più lungo di quanto l’uomo avrebbe mai immaginato. Dalle alture di Genova, a Peschici, in Puglia, per un imprevedibile gioco della sorte, il protagonista scoprirà frammenti di vita altrui, la ragione di vita di cacciatori solitari, un gruppo di musicisti occitani che viaggiano con carrozze e cavalli (i Balacaval appunto), il profumo dell’amore, l’acre destino di alcuni immigrati verso i CIE e altre avventure che accompagneranno la sua evoluzione psicologica. Petruzzelli, col bisturi dell’arte teatrale, trasforma una condizione esistenziale travagliata e terribile, nella più bella tra tutte quelle possibili mostrando che “essere liberi è nulla, divenirlo è cosa celeste”. E i Balacaval non possono che concordare. Vi aspettiamo domani!

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