Considerazioni al quarto anno di viaggio…

La Carovana Balacaval è nata perché vogliamo lavorare per qualcosa che abbia un senso, ovvero che produca benessere per esseri viventi e che rispetti la salute della terra. Lavoriamo in campo culturale: la cultura è tante cose… arte, cibo, musica, lingua, modalità di relazionarsi, racconto, trasmissione di saperi. La cultura nasce dalla terra, cresce attraverso le comunità e si muove sulle gambe dei viaggiatori, dei nomadi, dei migranti. Incontra altra cultura, si confronta, si arricchisce e si trasforma. In ogni luogo si succedono epoche di fioritura culturale, in cui i popoli esprimono curiosità, maestria, creatività, apertura ed epoche in cui prevalgono la paura, la sfiducia, la chiusura. In questo mondo che si è fatto piccolo, noi conosciamo entrambi i sentimenti.
Il nostro viaggio lento, in contatto continuo con i luoghi e i loro abitanti, è il tempo per costruire insieme, organizzatori, comunità e artisti, spazi di incontro e di scambio, attraverso la musica e l’arte, dove germinino fiducia, coraggio, curiosità, voglia di condivisione. Perché questo sta alla base delle comunità fiorenti. Riappropriarsi del tempo è il primo passo.
Per fare questo, che poi è una cosa semplice, e rendere la Carovana Balacaval un progetto sostenibile, in questo mondo complesso e troppo strutturato, il tempo è sempre poco e si lavora tanto. Ma anche nei ritmi più frenetici vogliamo rimanere padroni del nostro tempo. E fare che ogni giorno sia differente. Le relazioni sono la nostra ricchezza, la voglia di condividere è alla base della comunità che stiamo creando, il nostro villaggio sparso. La tavola apparecchiata nelle piazze, le pareti fragili delle nostre stanze viaggianti, l’acqua che necessitiamo per i cavalli, il loro piacere di mangiare erba fresca che incontra la felicità del vicino che non dovrà tagliare il prato, le suonate improvvisate nelle case di riposo, scrivere una nuova pagina di uno spettacolo dopo aver visto il disegno che ci ha regalato un bambino della scuola del quartiere, camminare con le carrozze dietro alla banda del paese, essere musicisti, attori, ma anche spettatori… Essere i nuovi vicini di casa per tre giorni… Questi sono gli strumenti che abbiamo per comunicare che tutti abbiamo bisogno di tutti, in un mondo in cui è diventato un valore il non aver bisogno di nessuno, e potersi chiudere in casa con tutto quello che ci serve.

Se condividete tutto questo potete dare una spinta alla Carovana con il vostro voto su Che Fare.it
http://www.che-fare.com/progetti-approvati/carovana-balacaval
e diffondendo la notizia!

Abbiamo partecipato al bando Che Fare, premio di 100.000 euro per la cultura, perché vogliamo che la Carovana si affermi come un luogo di co-produzione e/o distribuzione, e di incontro e scambio per una pluralità di artisti e comunità. Se vinceremo il premio avremo la possibilità di suddividere il lavoro tra più persone, coinvolgere una pluralità di artisti, migliorare il materiale tecnico, ampliare il nostro viaggio, raccontare e condividere maggiormente questa esperienza e coinvolgere realtà organizzatrici che hanno poche risorse economiche ma un grande coraggio nelle loro visioni.

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2 risposte a “Considerazioni al quarto anno di viaggio…

  1. Ultimamente non ricevo la vostra informativa sugli itinerari e i luoghi che visitate.Lo sapete  che mi piace molto quello che fate e come la pensate.Vi ho seguito una sola volta a Varese e lo spettacolo e l’atmosfera e’ stata bellissima.Bravi continuate.

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